Posts Tagged ‘lo-fi’

come stai.

Thursday, December 3rd, 2009

“Ho mentito ogni volta che ho detto “sto bene”. Tutte le volte. E questo lo sapevano tutti. Era per questo che distoglievano gli occhi. Siamo tutti vigliacchi. Non è vero?”
(Gipi, LMVDM)

Se ci penso è tutto vero, se non ci penso non è tutto vero? E così si dicono le frasi che vanno bene per tutti, o per nessuno. O forse vanno bene perché in fondo è sempre la stessa storia scritta/disegnata e comunque raccontata milioni di volte in diversi milioni di modi. Però. Che vita di.

jon brion – theme

(sono monotematica ultimamente. e mi piacciono i punti. punto)

cos’è uno sweded e come farne uno

Monday, October 5th, 2009

Primo (ma non c’è un secondo), se non lo sapete vuol dire che non avete visto Be Kind Rewind di Micheal Gondry, uscito da noi con l’orribile titolo Gli Acchiappafilm. Ma vabbè. Nel film c’è il bellissimo e mai troppo adulato dalla critica Jack Black che lavora in un negozio che negli anni del divudì si ostina a nolleggiare videocassette di film. Poi un giorno Jack Black si prende il magnetismo e smagnetizza i video, e ora come fa? che il propretario del negozio è andato a fare lo spionaggio industriale in un negozio tipo blockbuster, e se lo scopre sono bei cazzi. Allora lui coinvolge il suo amico che ha la telecamera e la tizia della lavanderia lì all’angolo e fanno i film che loro chiamano sweded (tradotto in Italia “film maroccati”… mah) con gli effetti speciali di carta (c’entra sempre la carta) e che durano meno di 10 minuti e sono più belli degli originali, ma solo perché sono un’altra cosa.
Allora succede che anche chi ha visto il film (e non è Jack Black) si mette a fare gli sweded. alcuni fanno schifo, altri sono proprio fighi (tipo Back to the Future, Forrest Gump. Questo è il mio preferito, Edward Shissorhands). Cioè in realtà è stato Michel Gondry (cioè non proprio lui, ma quelli che gli amministrano il canale youtube del film) che ha indetto un corcorso di sweded, all’inizio, poi ci si è preso gusto ed ecco lì tanti sweded. tanti. questo un anno e mezzo fa.

Oggi invece una persona, che ha occhi che dentro ci ho messo tutte le cose più belle, mi ha regalato la scoperta di questi tizi che mi piacciono anche solo perché vestono come taglialegna del Kentucky e perchè la copertina del loro lp è proprio bella. qua giù. ecco. Il pezzo è Say Please, e i tizi sono i Monster of Folk.

fili scoperti

Sunday, September 27th, 2009

Insomma, quello che mi è mancato ultimamente è la leggerezza. Completa e senza remore, che vuole quella rilassatezza che da un po’ non ho. Vorrei capire tutte le cose che non ho capito, e mettere ordine. cioè, non proprio, l’ordine mi è nemico. abbiamo litigato anni fa. quando è venuto con il suo cappello grigio a trama di spina di pesce come il parquet di una casa che non conosco a pregarmi di fare cose inutili come buttare le riviste vecchie, o piegare i panni che mettevo per dormire. dico sempre panni invece di vestiti, perché mi ricorda una cosa, e perché lo so io. però dico salatini  invece di cracker, o parka invece del generico giubbotto. e come si chiama quel coso lì della doccia? io lo chiamo telefono da doccia.

Le Luci Della Centrale Elettrica – Per Combattere L’Acne

(questa si può scaricare, basta fare salva con nome)

a saperlo.

Tuesday, September 22nd, 2009

Allora, no, io ho pensato ma mannaggiaddio, ci sarà pure qualcosa di buono dentro a tutto questo zaino di merda che si chiama mondo, che non è come lo zaino jolly invicta, ma è lo zaino quello brutto lì. E per questo, no?, che tante cose. Che poi se iniziassi a scrivere delle cose che hanno senso (per chi legge, non per chi scrive) forse sarebbe chiaro, che non capisco perchè dovrebbe poi essere chiaro? Questo per dire che altrimenti non sarebbe onesto che poi esistono le scatole di pastelli giotto da 24 e le canzoni vecchie dei Weezer, le birre bianche, e i cani che il pomeriggio dormono sul tuo letto.

Weezer – Jamie

(per sentire i pezzi basta cliccare sul nome della canzone, e le altre si possono anche scaricare di solito, questa no. ti pareva.)

carta e colla

Monday, September 21st, 2009

C’è un tizio, nato laggiù nella umida Inghilterra, e che da qualche anno vive a Udine, che prende carta e colla e ci fa cose. Ci fa la bici, la cassaforte e la moka. Il tizio si chiama Chris Gilmour, è biondo e con la barba lunghissima e indossa sempre occhiali 3d di cartone, e una camicia a quadri come i taglialegna del Kentucky (non è vero tutto ciò (però è vero che si chiama Chris Gilmour)).

E se ho un po’ di tempo io con la carta oggi ci faccio un NaniBird.

in lo-fi

Sunday, September 20th, 2009

Non so se le mie orecchie perdono ogni giorno più smalto (uau) ma ogni pezzo che ascolto ultimamente mi pare sempre in lo-fi. Viaggiare in treno può diventare un’esperienza drammatica, quando rischi di incontrare le vecchie che tornano da Ischia e indossano maglie con la stampa di Marlon Brando nel Selvaggio circondata da paillettes. Ma i nipotini comprano i vecchi Topolini all’edicola della stazione di Napoli con la pubblicità del Dolce forno Harbert e di He-man, e forse la cosa ti tranquillizza un po’. Poi pensi che dovremmo avere tutti un flusso canalizzatore per i vecchi turbamenti. O almeno dei gelati da mangiare in quei momenti lì, quando vorresti averlo un flusso canalizzatore. Preferenza fior di fragola, o almeno il gelato che fanno quelli della conad con lo yogurt a banana o fragola.
Anche questa cosa è scritta in bassa qualità, si passa dalla prima alla seconda persona così, senza ritegno. Ma mica è solo questo: tra un po’ qualcuno potrebbe dire che vede la gente della sua generazione un po’ come Proust, quando cerca il tempo e lo trova nelle madeline inzuppate nel thè, e un po’ postmoderna, nel senso che sta sempre lì a citare il riconoscibile anche nel confidenziale. E qualcun altro potrebbe dire a quel qualcuno che dice sempre le stesse cose. Ma quel qualcuno non c’è. è appena andato a letto.
Che poi, in fondo, mi sento anche io in bassa qualità, ma non mi trovo tanto male. Sarà perchè oggi mi sento la febbre.