Posts Tagged ‘back to the future’

input

Sunday, November 1st, 2009

se dici torno a casa e casa non esiste. se poi non ti lavi subito la faccia che è come dire non mi sveglio oggi. oggi è tornoalettoche nonèveroniente.

(clicca sull’immagine per vedere il sito di chi ha fatto sto disegno, nonostante tutto ti dò sempre input di cazzate o lettore del blog de mi nonno).

cos’è uno sweded e come farne uno

Monday, October 5th, 2009

Primo (ma non c’è un secondo), se non lo sapete vuol dire che non avete visto Be Kind Rewind di Micheal Gondry, uscito da noi con l’orribile titolo Gli Acchiappafilm. Ma vabbè. Nel film c’è il bellissimo e mai troppo adulato dalla critica Jack Black che lavora in un negozio che negli anni del divudì si ostina a nolleggiare videocassette di film. Poi un giorno Jack Black si prende il magnetismo e smagnetizza i video, e ora come fa? che il propretario del negozio è andato a fare lo spionaggio industriale in un negozio tipo blockbuster, e se lo scopre sono bei cazzi. Allora lui coinvolge il suo amico che ha la telecamera e la tizia della lavanderia lì all’angolo e fanno i film che loro chiamano sweded (tradotto in Italia “film maroccati”… mah) con gli effetti speciali di carta (c’entra sempre la carta) e che durano meno di 10 minuti e sono più belli degli originali, ma solo perché sono un’altra cosa.
Allora succede che anche chi ha visto il film (e non è Jack Black) si mette a fare gli sweded. alcuni fanno schifo, altri sono proprio fighi (tipo Back to the Future, Forrest Gump. Questo è il mio preferito, Edward Shissorhands). Cioè in realtà è stato Michel Gondry (cioè non proprio lui, ma quelli che gli amministrano il canale youtube del film) che ha indetto un corcorso di sweded, all’inizio, poi ci si è preso gusto ed ecco lì tanti sweded. tanti. questo un anno e mezzo fa.

Oggi invece una persona, che ha occhi che dentro ci ho messo tutte le cose più belle, mi ha regalato la scoperta di questi tizi che mi piacciono anche solo perché vestono come taglialegna del Kentucky e perchè la copertina del loro lp è proprio bella. qua giù. ecco. Il pezzo è Say Please, e i tizi sono i Monster of Folk.

in lo-fi

Sunday, September 20th, 2009

Non so se le mie orecchie perdono ogni giorno più smalto (uau) ma ogni pezzo che ascolto ultimamente mi pare sempre in lo-fi. Viaggiare in treno può diventare un’esperienza drammatica, quando rischi di incontrare le vecchie che tornano da Ischia e indossano maglie con la stampa di Marlon Brando nel Selvaggio circondata da paillettes. Ma i nipotini comprano i vecchi Topolini all’edicola della stazione di Napoli con la pubblicità del Dolce forno Harbert e di He-man, e forse la cosa ti tranquillizza un po’. Poi pensi che dovremmo avere tutti un flusso canalizzatore per i vecchi turbamenti. O almeno dei gelati da mangiare in quei momenti lì, quando vorresti averlo un flusso canalizzatore. Preferenza fior di fragola, o almeno il gelato che fanno quelli della conad con lo yogurt a banana o fragola.
Anche questa cosa è scritta in bassa qualità, si passa dalla prima alla seconda persona così, senza ritegno. Ma mica è solo questo: tra un po’ qualcuno potrebbe dire che vede la gente della sua generazione un po’ come Proust, quando cerca il tempo e lo trova nelle madeline inzuppate nel thè, e un po’ postmoderna, nel senso che sta sempre lì a citare il riconoscibile anche nel confidenziale. E qualcun altro potrebbe dire a quel qualcuno che dice sempre le stesse cose. Ma quel qualcuno non c’è. è appena andato a letto.
Che poi, in fondo, mi sento anche io in bassa qualità, ma non mi trovo tanto male. Sarà perchè oggi mi sento la febbre.