November 1st, 2009
se dici torno a casa e casa non esiste. se poi non ti lavi subito la faccia che è come dire non mi sveglio oggi. oggi è tornoalettoche nonèveroniente.

(clicca sull’immagine per vedere il sito di chi ha fatto sto disegno, nonostante tutto ti dò sempre input di cazzate o lettore del blog de mi nonno).
Tags: back to the future, carta, dio cane, le luci della centrale elettrica
Posted in una cosa alla volta | No Comments »
October 20th, 2009
allora, qui fa proprio freddo, ma freddo freddo. freddissimo.
dicono che poi verrà a nevicare, io non vedo la neve dall’ottantasei. perché non è che poi io vada a sciare. proprio no.
Posted in Uncategorized | 1 Comment »
October 5th, 2009
Primo (ma non c’è un secondo), se non lo sapete vuol dire che non avete visto Be Kind Rewind di Micheal Gondry, uscito da noi con l’orribile titolo Gli Acchiappafilm. Ma vabbè. Nel film c’è il bellissimo e mai troppo adulato dalla critica Jack Black che lavora in un negozio che negli anni del divudì si ostina a nolleggiare videocassette di film. Poi un giorno Jack Black si prende il magnetismo e smagnetizza i video, e ora come fa? che il propretario del negozio è andato a fare lo spionaggio industriale in un negozio tipo blockbuster, e se lo scopre sono bei cazzi. Allora lui coinvolge il suo amico che ha la telecamera e la tizia della lavanderia lì all’angolo e fanno i film che loro chiamano sweded (tradotto in Italia “film maroccati”… mah) con gli effetti speciali di carta (c’entra sempre la carta) e che durano meno di 10 minuti e sono più belli degli originali, ma solo perché sono un’altra cosa.
Allora succede che anche chi ha visto il film (e non è Jack Black) si mette a fare gli sweded. alcuni fanno schifo, altri sono proprio fighi (tipo Back to the Future, Forrest Gump. Questo è il mio preferito, Edward Shissorhands). Cioè in realtà è stato Michel Gondry (cioè non proprio lui, ma quelli che gli amministrano il canale youtube del film) che ha indetto un corcorso di sweded, all’inizio, poi ci si è preso gusto ed ecco lì tanti sweded. tanti. questo un anno e mezzo fa.
Oggi invece una persona, che ha occhi che dentro ci ho messo tutte le cose più belle, mi ha regalato la scoperta di questi tizi che mi piacciono anche solo perché vestono come taglialegna del Kentucky e perchè la copertina del loro lp è proprio bella. qua giù. ecco. Il pezzo è Say Please, e i tizi sono i Monster of Folk.

Tags: back to the future, dio cane, frat pack, indie, jack black, lo-fi, michel gondry, monster of folk, paper, sweded
Posted in carta, film | 3 Comments »
September 27th, 2009
Insomma, quello che mi è mancato ultimamente è la leggerezza. Completa e senza remore, che vuole quella rilassatezza che da un po’ non ho. Vorrei capire tutte le cose che non ho capito, e mettere ordine. cioè, non proprio, l’ordine mi è nemico. abbiamo litigato anni fa. quando è venuto con il suo cappello grigio a trama di spina di pesce come il parquet di una casa che non conosco a pregarmi di fare cose inutili come buttare le riviste vecchie, o piegare i panni che mettevo per dormire. dico sempre panni invece di vestiti, perché mi ricorda una cosa, e perché lo so io. però dico salatini invece di cracker, o parka invece del generico giubbotto. e come si chiama quel coso lì della doccia? io lo chiamo telefono da doccia.
Le Luci Della Centrale Elettrica – Per Combattere L’Acne
(questa si può scaricare, basta fare salva con nome)
Tags: culi, dio cane, le luci della centrale elettrica, lo-fi, salici piangenti
Posted in una cosa alla volta | No Comments »
September 22nd, 2009
Allora, no, io ho pensato ma mannaggiaddio, ci sarà pure qualcosa di buono dentro a tutto questo zaino di merda che si chiama mondo, che non è come lo zaino jolly invicta, ma è lo zaino quello brutto lì. E per questo, no?, che tante cose. Che poi se iniziassi a scrivere delle cose che hanno senso (per chi legge, non per chi scrive) forse sarebbe chiaro, che non capisco perchè dovrebbe poi essere chiaro? Questo per dire che altrimenti non sarebbe onesto che poi esistono le scatole di pastelli giotto da 24 e le canzoni vecchie dei Weezer, le birre bianche, e i cani che il pomeriggio dormono sul tuo letto.
Weezer – Jamie
(per sentire i pezzi basta cliccare sul nome della canzone, e le altre si possono anche scaricare di solito, questa no. ti pareva.)
Tags: culi, eternit, lo-fi, soia
Posted in una cosa alla volta | 4 Comments »
September 21st, 2009
C’è un tizio, nato laggiù nella umida Inghilterra, e che da qualche anno vive a Udine, che prende carta e colla e ci fa cose. Ci fa la bici, la cassaforte e la moka. Il tizio si chiama Chris Gilmour, è biondo e con la barba lunghissima e indossa sempre occhiali 3d di cartone, e una camicia a quadri come i taglialegna del Kentucky (non è vero tutto ciò (però è vero che si chiama Chris Gilmour)).

E se ho un po’ di tempo io con la carta oggi ci faccio un NaniBird.
Tags: carta, dio cane, lo-fi, paper toys, tette, toys
Posted in carta | No Comments »
September 20th, 2009
Non so se le mie orecchie perdono ogni giorno più smalto (uau) ma ogni pezzo che ascolto ultimamente mi pare sempre in lo-fi. Viaggiare in treno può diventare un’esperienza drammatica, quando rischi di incontrare le vecchie che tornano da Ischia e indossano maglie con la stampa di Marlon Brando nel Selvaggio circondata da paillettes. Ma i nipotini comprano i vecchi Topolini all’edicola della stazione di Napoli con la pubblicità del Dolce forno Harbert e di He-man, e forse la cosa ti tranquillizza un po’. Poi pensi che dovremmo avere tutti un flusso canalizzatore per i vecchi turbamenti. O almeno dei gelati da mangiare in quei momenti lì, quando vorresti averlo un flusso canalizzatore. Preferenza fior di fragola, o almeno il gelato che fanno quelli della conad con lo yogurt a banana o fragola.
Anche questa cosa è scritta in bassa qualità, si passa dalla prima alla seconda persona così, senza ritegno. Ma mica è solo questo: tra un po’ qualcuno potrebbe dire che vede la gente della sua generazione un po’ come Proust, quando cerca il tempo e lo trova nelle madeline inzuppate nel thè, e un po’ postmoderna, nel senso che sta sempre lì a citare il riconoscibile anche nel confidenziale. E qualcun altro potrebbe dire a quel qualcuno che dice sempre le stesse cose. Ma quel qualcuno non c’è. è appena andato a letto.
Che poi, in fondo, mi sento anche io in bassa qualità, ma non mi trovo tanto male. Sarà perchè oggi mi sento la febbre.
Save_the_Clock_Tower.jpg)
Tags: acquaragia, back to the future, dio cane, lo-fi, tette, wrustel
Posted in una cosa alla volta | No Comments »
September 10th, 2009
settembre è il mese in cui io ripenso. cioè che ripenso all’anno che è appena passato, perché per me, ancora, l’anno inizia a settembre, come a scuola.
e gli anni li ho ripensati brutti, belli, da dimenticare, da ricordare, preziosi, inutili, parianti, èandatabenenonostantetutto e noncihocapitoniente.
e ci sono quegli anni che stavano dentro una scatola, uno zaino, o un armadio, ma anche dentro un cesso.
e quelli pieni di ricordi, o quasi senza ricordi, anni che hai tante foto e altri che non ne hai, le foto belle brutte e che non le vuoi vedere. anche perchè poi le guardi lo stesso.
perchè sta tutta lì la fregatura, nei ricordi. qualunque cosa significhi.
che forse significa che ci costruisci sopra l’anno dopo, e pure un poco tu ti ci costruisci, come con i pezzi del lego o del meccano. ma forse no.
The Beatles – Lucy in the Sky with Diamonds
p.s. Ringo Starr è il mio beatle preferito, ma non c’entra un cacchio, ed è proprio un’altra storia
Posted in una cosa alla volta | No Comments »
September 8th, 2009

per un cervello di carta ci vuole un mondo di carta.
p.s. è uno spot messicano
p.s. 2 Katsumi Komagata!
Tags: carta, paper
Posted in carta, una cosa alla volta | 3 Comments »
September 1st, 2009
che poi dici il caso, no.
Pubblichi il post dei freak e la sera ti rivedi il film dei fratelli Farrelly (che gli vuoi bene) Fratelli per la pelle. E ci sono questi due fratelli che loro dicono gemelli congiunti, cioè gemelli siamesi, che si trasferiscono a Hollywood perchè il gemello che fa Greg Kinnear (quello che fa il papà pazzo in Little Miss Sunshine) vuole diventare un attore famoso, e Matt Damon che fa l’altro si innammora di una cinese che ha conosciuto su internet, e poi alla fine fanno un’operazione per dividersi e a te quasi dispiace. E quando ti guardi il film quasi quasi (ma quasi) vorresti anche tu avere un gemello attaccato e pensi chissà com’è quando devi dormire, come si fa per i vestiti, come fai per correre e andare in bagno. Che poi dal sito dei freak (il post sotto) hai imparato pure che i gemelli sono monozigoti e cioè uguali quindi non è che è proprio giusto. E poi i fratelli Farrelly nei loro film mettono sempre freak, vedi quello con Jack Black.
n.b. non c’entra col film, ma perché in america fanno un sacco di film con quelle mamme che si trasferiscono continuamente con le figlie da uno stato all’altro? è un fenomeno così diffuso? e quanti film avrò visto così?
n.b. 2 mannagg a mort. vorresti cantare anche tu sempre weird fish weird fish ma ci sta da dire solo mannagg a mort.
Posted in film | No Comments »