Archive for the ‘una cosa alla volta’ Category

tre.

Monday, July 5th, 2010

ha una faccia che non è più una faccia. è come una mappa. una mappa dove puoi trovarci tutte le cose che hai detto, tutte le cose che hai fatto, tutte quelle cose che hai dimenticato. è una mappa che ti porta da qualche parte, ma tu non vuoi andarci, eppure non è difficile il percorso, è che non ti piace, perché una faccia con tanti difetti dà una mappa piena di difetti.
Non dico che tu non abbia ragione, anche io preferisco altro. solo che io per quella forma di guance, quella strada che sale agli occhi, non avrei fatto tante storie. poi (mi pare) a volte poteva sembrare meno fastidiosa.
però forse hai ragione tu, non c’era niente di speciale. piccola faccia, piccole strade, piccole cose.

tre.

pancake day.

Tuesday, February 23rd, 2010

ok. oggi 23 febbraio è il National Pancake Day e nessuno mi aveva detto niente?
I pancake sono quella deliziosa e facile roba da fare con 2 uova, farina, latte, zucchero e lievito, poi si mette di volta in volta una parte del composto in una padella antianderente e dopo si impilano l’uno sull’altro e li si mangia cosparsi a volontà di marmellata o (se lo trovate) sciroppo d’acero o quello che vi sconfiffera.

Vabbè, almeno ho una scusa per postare questo vecchio video in stop motion. ovviamente il tema è pancake.

questi cazzo di anni zero.

Thursday, December 31st, 2009

buon fine anno e inizio a me.

no alarms and no surprises.

:)

Sigur Ros – Hoppipolla

come stai.

Thursday, December 3rd, 2009

“Ho mentito ogni volta che ho detto “sto bene”. Tutte le volte. E questo lo sapevano tutti. Era per questo che distoglievano gli occhi. Siamo tutti vigliacchi. Non è vero?”
(Gipi, LMVDM)

Se ci penso è tutto vero, se non ci penso non è tutto vero? E così si dicono le frasi che vanno bene per tutti, o per nessuno. O forse vanno bene perché in fondo è sempre la stessa storia scritta/disegnata e comunque raccontata milioni di volte in diversi milioni di modi. Però. Che vita di.

jon brion – theme

(sono monotematica ultimamente. e mi piacciono i punti. punto)

nebbia.

Sunday, November 22nd, 2009

e io che mi credevo che veniva a nevicare, invece mi sa che devo tenermi solo la nebbia. e se la neve è nella mia testa non la posso cacciare fuori e metterla al posto della nebbia. e appunto ci ho la nebbia che la mattina copre tutta la valle sotto casa mia e poi alle tre arriva sotto sotto casa mia e quindi questo è.
nebbia.
e poi raffreddore.

però ho scoperto che esiste quello che mi credevo non esisteva, cioè: il calendario delle catastrofi, e (però questo l’ho scoperto anni fa, e infatti sta nei miei link) le offerte della Lacuna Inc. la clinica che ti fa dimenticare che tu ami tantissimo qualcuno e con lui eri andata in tanti posti e ora se ci vai ti ricordi sempre che ci eri stata insieme a lui, e poi tutte le cose stupide (che si fanno quando sei felice) tipo i biglietti e i fiori che uno fa seccare nelle pagine del giovane holden, o ti cancella dalla mente il ricordo del tuo gatto (i ricordi belli che fanno male, insomma). E quindi esistono queste cose dei film di Gondry. Chi lo sapeva! io.
Forse sono io che non esisto, e non è vero che sto in mezzo alla nebbia e poi la notte il cappello i capelli e il cappotto si bagnano tutti, e torno a casa come se fossi passata in una nuvola, ma era solo la nebbia.

remember

(You don’t remember di Alexisanne)

input

Sunday, November 1st, 2009

se dici torno a casa e casa non esiste. se poi non ti lavi subito la faccia che è come dire non mi sveglio oggi. oggi è tornoalettoche nonèveroniente.

(clicca sull’immagine per vedere il sito di chi ha fatto sto disegno, nonostante tutto ti dò sempre input di cazzate o lettore del blog de mi nonno).

fili scoperti

Sunday, September 27th, 2009

Insomma, quello che mi è mancato ultimamente è la leggerezza. Completa e senza remore, che vuole quella rilassatezza che da un po’ non ho. Vorrei capire tutte le cose che non ho capito, e mettere ordine. cioè, non proprio, l’ordine mi è nemico. abbiamo litigato anni fa. quando è venuto con il suo cappello grigio a trama di spina di pesce come il parquet di una casa che non conosco a pregarmi di fare cose inutili come buttare le riviste vecchie, o piegare i panni che mettevo per dormire. dico sempre panni invece di vestiti, perché mi ricorda una cosa, e perché lo so io. però dico salatini  invece di cracker, o parka invece del generico giubbotto. e come si chiama quel coso lì della doccia? io lo chiamo telefono da doccia.

Le Luci Della Centrale Elettrica – Per Combattere L’Acne

(questa si può scaricare, basta fare salva con nome)

a saperlo.

Tuesday, September 22nd, 2009

Allora, no, io ho pensato ma mannaggiaddio, ci sarà pure qualcosa di buono dentro a tutto questo zaino di merda che si chiama mondo, che non è come lo zaino jolly invicta, ma è lo zaino quello brutto lì. E per questo, no?, che tante cose. Che poi se iniziassi a scrivere delle cose che hanno senso (per chi legge, non per chi scrive) forse sarebbe chiaro, che non capisco perchè dovrebbe poi essere chiaro? Questo per dire che altrimenti non sarebbe onesto che poi esistono le scatole di pastelli giotto da 24 e le canzoni vecchie dei Weezer, le birre bianche, e i cani che il pomeriggio dormono sul tuo letto.

Weezer – Jamie

(per sentire i pezzi basta cliccare sul nome della canzone, e le altre si possono anche scaricare di solito, questa no. ti pareva.)

in lo-fi

Sunday, September 20th, 2009

Non so se le mie orecchie perdono ogni giorno più smalto (uau) ma ogni pezzo che ascolto ultimamente mi pare sempre in lo-fi. Viaggiare in treno può diventare un’esperienza drammatica, quando rischi di incontrare le vecchie che tornano da Ischia e indossano maglie con la stampa di Marlon Brando nel Selvaggio circondata da paillettes. Ma i nipotini comprano i vecchi Topolini all’edicola della stazione di Napoli con la pubblicità del Dolce forno Harbert e di He-man, e forse la cosa ti tranquillizza un po’. Poi pensi che dovremmo avere tutti un flusso canalizzatore per i vecchi turbamenti. O almeno dei gelati da mangiare in quei momenti lì, quando vorresti averlo un flusso canalizzatore. Preferenza fior di fragola, o almeno il gelato che fanno quelli della conad con lo yogurt a banana o fragola.
Anche questa cosa è scritta in bassa qualità, si passa dalla prima alla seconda persona così, senza ritegno. Ma mica è solo questo: tra un po’ qualcuno potrebbe dire che vede la gente della sua generazione un po’ come Proust, quando cerca il tempo e lo trova nelle madeline inzuppate nel thè, e un po’ postmoderna, nel senso che sta sempre lì a citare il riconoscibile anche nel confidenziale. E qualcun altro potrebbe dire a quel qualcuno che dice sempre le stesse cose. Ma quel qualcuno non c’è. è appena andato a letto.
Che poi, in fondo, mi sento anche io in bassa qualità, ma non mi trovo tanto male. Sarà perchè oggi mi sento la febbre.

settembre, di nuovo.

Thursday, September 10th, 2009

settembre è il mese in cui io ripenso. cioè che ripenso all’anno che è appena passato, perché per me, ancora, l’anno inizia a settembre, come a scuola.
e gli anni li ho ripensati brutti, belli, da dimenticare, da ricordare, preziosi, inutili, parianti, èandatabenenonostantetutto e noncihocapitoniente.
e ci sono quegli anni che stavano dentro una scatola, uno zaino, o un armadio, ma anche dentro un cesso.
e quelli pieni di ricordi, o quasi senza ricordi, anni che hai tante foto e altri che non ne hai, le foto belle brutte e che non le vuoi vedere. anche perchè poi le guardi lo stesso.
perchè sta tutta lì la fregatura, nei ricordi. qualunque cosa significhi.
che forse significa che ci costruisci sopra l’anno dopo, e pure un poco tu ti ci costruisci, come con i pezzi del lego o del meccano. ma forse no.

The Beatles – Lucy in the Sky with Diamonds

p.s. Ringo Starr è il mio beatle preferito, ma non c’entra un cacchio, ed è proprio un’altra storia :)